condensatori di rifasamento

In un circuito a corrente variabile si distinguono le seguenti potenze:

  • Potenza istantanea [W], data dal prodotto tra i valori istantanei di V ed I
  • Potenza attiva [W], equivalente al valore di potenza che, moltiplicato per il periodo, fornisce l’energia trasformata durante il periodo stesso
  • Potenza apparente [VA], data dal prodotto del valore efficace della tensione per il valore efficace della corrente, indipendentemente dalla loro andatura nel tempo
  • Potenza reattiva [VAr], corrispondente alla potenza che fluisce senza essere trasformata in altre forme di energia. Quando la potenza attiva è minore di quella apparente, nel circuito sono presenti reattanze, induttive o capacitive, e la forma d’onda della corrente non coincide più con quella della tensione. Nell’arco di un periodo avvengono alternativamente scambi di energie tra il campo elettrico o quello magnetico ed il resto del circuito senza acuna dissipazione.

La differenza fra la potenza attiva e la potenza apparente obbliga la compagnia distributrice a sovradimensionare i sistemi di distribuzione per fornire una potenza  con un cosφ (cosfi) basso.

Le penalità sono applicate dal Distributore per forzare il cliente ad installare sistemi di rifasamento per ridurre l’energia reattiva.

Dal 1 gennaio 2016 è entrata in vigore la Delibera dell’Autorità per l’Energia elettrica, il gas e il sistema idrico (AEEG) N° 180/2013/R/ELL pubblicata il 2 maggio 2013 “Regolazione tariffaria per i prelievi di energia reattiva ai punti di prelievo BT e AT a decorrere dal 2016“.

La soglia della gratuità dell’energia reattiva (franchigia) è stata ridotta ad un cosfì pari a 0.95 per tutti gli utenti con potenza impegnata maggiore di 16,5 kW.

Nei punti di prelievo nella titolarità di clienti finali il livello minimo del fattore di potenza istantaneo in corrispondenza del massimo carico per prelievi nei periodi di alto carico (F1 e F2) è pari a 0,95 e il livello minimo del fattore di potenza medio mensile è 0,7; Non è consentita agli utenti finali l’immissione in rete di energia reattiva nei punti di prelievo nella titolarità di clienti finali.

L’Authority ha dato maggiori strumenti ai Distributori per il raggiungimento degli obiettivi. I requisiti in materia di immissione di energia reattiva non sono più semplici vincoli contrattuali, ma diventano a tutti gli effetti “regola tecnica”. Tant’è che nei casi in cui non siano rispettate le disposizioni a e b precedenti, il gestore di rete competente può chiedere l’adeguamento degli impianti, pena la sospensione del servizio. Quest’ultimo punto è molto importante e rappresenta uno strumento nuovo e potente per i Distributori.

I vantaggi derivanti da un corretto rifasamento sono:

  • Miglioramento della tensione
  • Riduzione delle perdite
  • Ottimizzazione delle gestione dell’impianto elettrico
  • Risparmio sulla sostituzione dei conduttori di energia per allungamento della loro vita media, perché rifasando l’impianto si riduce la corrente circolante nei cavi.

Tra i vari interventi di efficientamento definiti per conseguire obiettivi di risparmio energetico nel settore industriale il rifasamento è quello “più trascurato” nonostante offra un tempo di pay-back limitato.

Secondo Enel Distribuzione molte utenze prelevano energia reattiva con un cosfi inferiore a 0.9, tanto che la quota versata dai consumatori a Enel Distribuzione è stata circa 144 milioni di euro nel 2006. In particolare il gettito è stato erogato per il 92 % da utenti industriale e del terziario. Sempre secondo Enel Distribuzione l’aumento dell’obbligo passando da cosf 0.9 a cosf 0.95 comporterebbe il risparmio di 0.6-1 TWh all’anno.